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Chi sono

Sono Izamara Peres.

Life coach e autrice di Il coraggio di essere fragile.

Accompagno persone e gruppi nelle scelte personali e professionali. Dedico particolare attenzione ai momenti in cui cambiano i ruoli e gli equilibri sui quali una persona ha costruito la propria vita.

Ho imparato presto ad adattarmi.

Sono arrivata in Svizzera dal Brasile quando avevo nove anni. Non conoscevo la lingua e osservavo con attenzione le persone per capire come muovermi. Durante una delle prime cene cercavo di ripetere il modo in cui gli altri usavano le posate. Prima ancora di trovare le parole, imparavo attraverso i loro gesti.

Quell’attenzione mi ha aiutata a entrare in una scuola nuova e a trovare il mio posto. Da adulta ho riconosciuto quanto spesso continuassi ad adattarmi anche quando avrei avuto bisogno di chiedermi che cosa desideravo.

Nelle relazioni, nel lavoro e come madre, saper rispondere alle richieste degli altri era diventato una parte importante della mia identità. Fermarmi mi ha permesso di vedere dove questa capacità mi aiutava e dove stavo rinunciando a una scelta senza averla davvero considerata.

Il coaching è entrato nella mia vita attraverso una domanda personale.

L’ho incontrato mentre cercavo strumenti per capire meglio le mie reazioni e le decisioni che continuavo a rimandare. Le domande mi hanno aiutata a osservare alcuni automatismi e a concedermi il tempo di valutare una risposta diversa.

Oggi, quando qualcuno mi racconta una scelta rimandata, mi interessa conoscere le ragioni per cui finora è rimasta in sospeso. Un impegno familiare può avere un peso diverso da quello che immagino; una possibilità che a me sembra interessante può chiedere alla persona una rinuncia troppo grande.

La danza fa parte del mio modo di guardare.

Il movimento accompagna da molto tempo la mia vita. Nella danza, il proprio passo prende forma anche in relazione a quello dell’altra persona: a volte serve aspettare un istante, altre rendere più chiara un’intenzione.

Quando penso a un gruppo che lavora insieme, mi torna in mente quella necessità di aspettarsi. Una persona può conoscere bene il proprio compito e aver comunque bisogno di guardare dove è arrivata l’altra.

Che cosa puoi aspettarti nel confronto con me.

Puoi prenderti il tempo per raccontare una questione anche quando fai fatica a spiegarla. Ti farò domande sui passaggi che non comprendo e sulle parole che usi: «non posso», per esempio, può indicare un limite concreto oppure una conseguenza che temi.

Condivido le mie osservazioni perché possiamo discuterle. Se una lettura non ti corrisponde, mi interessa capire dove mi sono fermata a un’impressione o che cosa non ho ancora colto. Questo richiede anche a me di rivedere il mio punto di vista, mentre tu decidi quale significato dare al confronto.

Scrivere mi ha aiutata a rileggere la mia storia.

In Il coraggio di essere fragile — La donna che ero destinata a essere ho raccontato il bisogno di appartenere, la maternità e i momenti nei quali ho dovuto rivedere l’immagine che avevo di me.

Ho scelto una forma romanzata, che protegge le persone coinvolte e ricompone alcuni eventi. Volevo dare spazio all’esperienza interiore: a ciò che avevo sentito e alle domande che avevano cambiato il mio modo di guardare.

Conosciamoci.

Scrivimi qualche riga su ciò che vorresti cambiare o realizzare. Potremo parlare di quello che cerchi e capire se il mio modo di lavorare è adatto a te.

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Telefono: +41 76 573 46 82